venerdì 29 dicembre 2017

Tecnica di allenamento con i pesi






Il successo nel bodybuilding e in qualsiasi altro tipo di allenamento con i pesi è una delle cose che danno maggiore soddisfazione. La trasformazione del corpo è un’esperienza avvincente. Però, se svolto in modo non appropriato, l’allenamento danneggia il corpo. Gli infortuni correlati all’allenamento sono una piaga a cui nessuno è immune.

Bodybuilder, appassionati di fitness, atleti di forza e powerlifter, attingono tutti dallo stesso gruppo di esercizi fondamentali. Però, per trarre beneficio dall’allenamento è necessario riuscire ad allenarsi in modo costante e progressivo, cosa che non è possibile fare se si incorre ripetutamente in infortuni. Se abusate troppo a lungo del vostro corpo, svilupperete questo o quell’infortunio e alla fine la situazione
diventerà così grave che sarete costretti ad abbandonare l’allenamento intenso.
Ma non scoraggiatevi. Rincuoratevi sapendo che, se eseguito correttamente, l’allenamento con i pesi è sicuro e molto efficace.

La tecnica di esecuzione corretta non è necessaria soltanto per evitare gli infortuni. È uno dei prerequisiti per stimolare sviluppo muscolare e guadagni di forza alla velocità massima possibile.

Questo libro vi insegnerà le forme conservative degli esercizi più efficaci. Senza l’uso di un approccio conservativo, accumulerete così tanti infortuni che vi sarà impossibile allenarvi con una costanza sufficiente per raggiungere gli obiettivi
che vi siete posti. Alcune, poche, persone hanno un corpo insolitamente robusto e riescono a farla franca pur usando tecniche scorrette. Ma per ogni atleta che
riesce a farla franca con le tecniche sbagliate, ce ne sono centinaia che pagano un dazio salato.

Alcuni consigliano di organizzare gli esercizi irritanti riducendo i carichi ed eseguendo un numero molto più alto di ripetizioni. Sebbene aumentare le ripetizioni e ridurre il carico sia una mossa corretta, solitamente è soltanto un palliativo, perché la radice del problema (la tecnica di esecuzione sbagliata) non è stata affrontata. Se non correggete la tecnica, quando si ricostruiscono i carichi e l’allenamento si fa intenso, il problema che vi ha indotto a usare un numero più alto di ripetizioni si ripresenterà.

La formazione necessaria per scrivere questo libro è il risultato dell’analisi di molte fonti. Le mie esperienze personali nell’allenamento fatte nel corso di molti anni rappresentano solo una parte di questa formazione. La pubblicazione della rivista HARDGAINER per 15 anni mi ha garantito una conoscenza approfondita dell’allenamento. Questa formazione è stata rafforzata dai riscontri dei lettori dei miei libri, dai tanti articoli scritti per varie riviste di bodybuilding, dal rispondere a migliaia di domande, dalle tante ore di allenamento personalizzato e dallo studio accurato dell’allenamento in generale.

Questo libro può farvi risparmiare anni, se non decenni, di allenamento inutile. Con solo pochi giorni di studio serio, potrete apprendere una grande quantità di informazioni utili. Non è più necessario imparare sulla propria pelle cos’è la
tecnica di esecuzione corretta e la sua importanza fondamentale per l’allenamento.
 

 

Non supponete di conoscere la tecnica corretta solo perché utilizzate un esercizio da molto tempo. Vi invito a studiare tutto questo libro, qualunque sia il vostro grado di esperienza.

Non usate questo libro come una lettura sporadica. Con una sola lettura non è possibile assorbire tutte le informazioni che ha da offrire. Fate riferimento spesso a questo libro.

Questo libro è il vostro riferimento continuo alla tecnica di allenamento. In questo libro non si parla dell’organizzazione dei programmi di allenamento, argomento di altri miei libri.


Al vostro successo,

 
Stuart McRobert

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venerdì 15 dicembre 2017

Pianificazione dell'allenamento di bodybuilding




Pianificare la frequenza dell'allenamento:
la tempestività è tutto

dott. Bryan Haycock
Che siate dei maniaci dell'allenamento con carichi pesanti e un basso numero di ripetizioni o dell'allenamento con carichi più leggeri e più ripetizioni, se la vostra frequenza di allenamento non è pianificata con lo stesso scrupolo usato per altri aspetti della routine, potreste buttare via inutilmente il vostro tempo. Con un po' di attenzione ai fattori che influenzano la frequenza ottimale degli allenamenti, potreste sperimentare più successo di quello che credevate fosse possibile.
Sapere esattamente quando i muscoli devono essere allenati nuovamente dopo l'allenamento precedente è una cosa difficile da valutare con certezza assoluta. Le ricerche recenti nel settore del danno e del recupero muscolare stanno mostrando risultati che possono sorprendervi. Adesso la scienza ci sta mostrando cose che possono cambiare per sempre il modo in cui vi allenate!
Quando sollevate i pesi causate un danno ai muscoli. Spesso ciò è detto "microtrauma". Il microtrauma è lo strappo e la rottura delle delicate strutture proteiche all'interno delle cellule muscolari. Ciò può sembrare negativo ma in realtà è necessario per l'iniziazione della crescita dopo l'allenamento.

È ipotizzabile che questo microtrauma imponga di posporre l'allenamento successivo fino a che i muscoli sono tornati alla normalità. È questa la logica che usa l'allenatore personale nella media quando vi dice di attendere a volte una settimana intera prima di allenare nuovamente la stessa parte corporea. Tuttavia, le ricerche recenti mostrano che rimandare l'allenamento successivo fino a che i muscoli hanno "recuperato completamente" può non essere necessario e nemmeno desiderabile1,2,3! In uno studio eseguito all'Università dell'Alabama4, due gruppi di soggetti hanno eseguito la stessa routine di allenamento con opposizione di resistenza periodizzato o una volta alla settimana o tre volte alla settimana. Questi risultati hanno mostrato che gli incrementi di massa muscolare erano maggiori nel gruppo dei tre allenamenti alla settimana, in confronto al gruppo di un solo allenamento alla settimana. Inoltre, i guadagni di forza in questo gruppo erano del 40% superiori! Quindi cosa vi dice tutto ciò? Significa che la paura del superallenamento, che a volte diventa una paranoia, può impedirvi di produrre i guadagni maggiori quando siete in palestra.

Quindi la scienza ci dice che allenare un gruppo muscolare ogni 48 ore circa può essere più efficace dell'allenarlo una volta o due alla settimana. Se allenate tutto il corpo tre volte alla settimana, con la vostra routine di allenamento attuale potreste metterci ore per completare la sessione. Dubito che molti di noi abbiano il tempo per fare così. Questo significa che non potete raccogliere i benefici dell'allenamento più frequente? Ancora una volta, le nuove ricerche ci danno alcune risposte.
In uno studio eseguito alla Montclair State University5, i ricercatori hanno studiato l'effetto di una serie singola in confronto a una routine di serie multiple sull'aumento della forza della parte superiore del corpo. I ricercatori hanno fatto eseguire ai soggetti o una serie o tre serie di dieci ripetizioni di distensioni su panca, distensioni su panca inclinata con manubri e aperture con manubri su panca piana tre volte alla settimana per 12 settimane.

Questo tipo di studio è già stato fatto in precedenza ma questo è particolarmente utile perché ha utilizzato soggetti precedentemente "allenati". Ciò è significativo perché solitamente i soggetti non allenati rispondono in modo positivo praticamente a qualsiasi routine di allenamento. Solo perché una strategia di allenamento funziona per i principianti non significa che funzionerà anche per i sollevatori di pesi esperti. Questi ricercatori hanno scoperto che fare una sola serie di ogni esercizio era efficace quanto fare tre serie degli stessi movimenti per l'aumento della ripetizione singola con massimale (1RM) della distensione su panca. Il messaggio da recepire è che non è necessario fare più di una serie allenante per ottenere gli stessi guadagni relativi dell'esecuzione di più serie. Ciò rende molto più realizzabile l'inserimento nel programma di un allenamento per tutto il corpo.

Un allenamento di esempio per tutto il corpo potrebbe essere questo:
10-15 minuti di riscaldamento sulla cyclette o sul tapis roulant
squat1-2 serie di riscaldamento e 1 serie allenante di 6-8 ripetizioni
leg curl1 serie allenente per 6-8 ripetizioni
distensioni su panca1 serie di riscaldamento e 1 serie allenente per 6-8 ripetizioni
trazioni alla sbarra1 serie allenente per 6-8 ripetizioni (aggiungere carico quando necessario)
flessioni alle parallele1 serie allenente per 6-8 ripetizioni (aggiungere carico quando necessario)
rematore stando seduti1 serie allenente per 6-8 ripetizioni
estensioni dei tricipiti
su panca piana
1 serie allenente per 6-8 ripetizioni
curl alla panca Scott1 serie allenente per 6-8 ripetizioni

Potete vedere che questo tipo di allenamento si affida pesantemente agli esercizi composti. Ciò è necessario per mantenere basso il numero degli esercizi. Comunque, non preoccupatevene: gli esercizi composti dovrebbero essere il fondamento di tutti i programmi di costruzione della forza e della massa.

Queste sono solo alcune delle ricerche usate per creare Allenamento specifico per l'ipertrofia. Se volete trarre il massimo dai vostri sforzi in palestra, dovete usare le nuove conoscenze scoperte dalla scienza. Qui il messaggio è che riducendo il volume delle serie per esercizio e aumentando la frequenza con cui allenate ogni gruppo muscolare, potreste sperimentare nuovi guadagni che prima consideravate impossibili. Attraverso un po' di prove ed errori potreste trovare la strada al fisico che avete sempre desiderato.

È possibile trovare ulteriori informazioni sull'Allenamento specifico per l'ipertrofia nei numeri precedenti di Olympian's News (n° 51 e n° 52)

Articolo pubblicato su Olympian's News numero 53.
©2002-2017 by Think Muscle, all right reserved



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domenica 10 dicembre 2017

Troppo vecchi per allenarsi duramente?


Troppo vecchi per allenarsi duramente?
Ripensateci...
del dott. Bryan Haycock


Molti di voi hanno manifestato il desiderio di conoscere meglio gli effetti dell'attività fisica sulla popolazione "più vecchia". Lascio a voi decidere esattamente quando una persona diventa "più vecchia", comunque, uno studio recente ha dimostrato chiaramente gli effetti dell'attività fisica ad alta intensità sulle persone fra i 60 e i 75 anni.

In uno studio recente eseguito alla Ohio University, 18 uomini non allenati di 60-75 anni hanno partecipato volontariamente allo studio. Tramite sorteggio, nove sono stati assegnati al gruppo dell'allenamento con opposizione di resistenza (RT) e l'altra metà è servita come soggetti non allenati (UT) o di controllo. I soggetti RT hanno svolto un programma di allenamento con i pesi di alta intensità (85-90% dell'1RM), della durata di 16 settimane, eseguito 2 volte alla settimana. Ogni allenamento consisteva di 3 serie fino all'incapacità (6-8 ripetizioni basate sull'1RM di 3 esercizi) usando il leg press (LP), i mezzi squat (HS) e il leg extension (LE) con 1-2 minuti di riposo fra le serie.

È stata misurata la forza pre e postallenamento per i 3 esercizi usando un protocollo 1RM. Il grasso corporeo è stato calcolato usando il metodo della pliche in tre punti. Per calcolare la composizione del tipo di fibre corporee, l'area trasversale e la capillarizzazione sono state usate biopsie dal vasto laterale. Il metabolismo dell'attività fisica, l'elettrocardiografia e la pressione ematica arteriosa sono stati controllati continuamente durante un test progressivo sul tapis roulant e per tutti i soggetti sono stati registrati i dati ecocardiografici a riposo. Per controllare i lipidi ematici sono stati analizzati campioni di sangue venoso prima e dopo l'allenamento.

L'allenamento con i pesi ha causato cambiamenti significativi nei livelli di grassi corporeo, nella forza, nel tipo di fibre e nella dimensione delle fibre. Nel gruppo RT la percentuale di grasso è diminuita di quasi il 3%, la forza è aumentata per tutti gli esercizi: il leg extension è aumentato del 50,4%, il leg press è aumentato del 72,3% e il mezzo squat dell'83,5%. C'è stato un cambiamento del tipo di fibre da IIB a IIA. Forse vi ricordate un articolo in un numero precedente della rubrica Think Muscle (Olympian's News n° 46 marzo-aprile 2001) sul cambiamento di fibre muscolari dopo l'allenamento con i pesi (http://www.thinkmuscle.com/newsletter/002.htm). Le aree trasversali di tutti i tipi di fibre (I, IIA, IIB) sono aumentate significativamente. È aumentato anche il rapporto fra capillari e fibre ma non in modo significativo. Non si sono riscontrate differenze per i dati ECG ed ecocardiografici. Cosa interessante, il gruppo RT ha migliorato in modo significativo la prestazione sul tapis roulant e il VO2max anche se non è stata svolta nessuna attività aerobica. I lipidi nel sangue pre e postallenamento sono migliorati ma non in modo significativo. Nel gruppo di controllo non si sono verificati cambiamenti significativi negli esami pre e postallenamento.

Questo studio dimostra chiaramente quello che ho sempre detto ai miei clienti e cioè che i programmi di allenamento per i soggetti più anziani non dovrebbero essere molto diversi da quelli prescritti per i giovani. La resistenza relativa necessaria per far rispondere il muscolo di un giovane è la stessa necessaria per una persona di decenni più vecchia. Per comprendere bene questo concetto, ricordatevi che i tessuti del sistema muscoloscheletrico sono tessuti rigeneranti. Questo significa che le cellule che compongono quei tessuti vengono sostituite costantemente, ovvero si rigenerano. Invecchiando, si è visto che questi tessuti si atrofizzano ovvero si rimpiccioliscono ma ciò è dovuto in gran parte all'inattività e alla cattiva alimentazione. Quando si seguono l'attività fisica e l'alimentazione appropriate, la composizione corporea delle persone (rapporto fra grasso e muscolo) resta relativamente invariata fino a un'età molto avanzata. Questo studio va oltre per mostrare che non è mai troppo tardi per cominciare un programma di allenamento con i pesi, anche se siete fermi da anni. Chiunque, giovane o vecchio, che vuole perdere un po' di grasso e costruire un po' di massa muscolare non dovrebbe rimandare di un altro giorno.

Riferimenti bibliografici
Hagerman FC, Walsh SJ, Staron RS, Hikida RS, Gilders RM, Murray TF, Toma K, Ragg KE. Effects of high-intensity resistance training on untrained older men. I. Strength, cardiovascular and metabolic responses. J Gerontol A Biol Sci Med Sci 2000 Jul; 55 (7): B336-46


Articolo pubblicato su Olympian's News numero 49.

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Sandro Ciccarelli

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sabato 9 dicembre 2017

MEMORIA MUSCOLARE

MEMORIA
MUSCOLARE
Gli scienziati potrebbero aver scoperto
involontariamente il suo mistero
di Bryan Hycock - bryan@thinkmuscle.com

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Chiunque ha praticato il sollevamento pesi, anche saltuariamente, per molti anni, conosce il concetto di "memoria muscolare". In questo contesto la memoria muscolare si riferisce al fatto che quando una persona comincia a fare sollevamento pesi dopo una pausa prolungata, trova molto più facile ritornare ai livelli precedenti di massa e di forza di quanto sia stato raggiungerli la prima volta. Anche quando durante la pausa si è verificata un’atrofia (rimpicciolimento dei muscoli) significativa, i muscoli precedentemente ipertrofizzati ritornano alla loro dimensione precedente più velocemente del normale.

Uno studio recente che ha osservato la conversione del tipo di fibra durante l’ipertrofia muscolare può aver scoperto uno dei possibili meccanismi di questo fenomeno. Quelli di voi a cui non piace il gergo scientifico sono pregati di sopportare. Alla fine capirete cosa voglio dire con questo studio. In questo studio, a un gruppo di adulti sedentari, sono state analizzate la distribuzione degli isoformi della catena pesante di miosina (MHC Myosin Heavy Chain), la composizione dei tipi di fibre e la dimensione delle fibre del muscolo vasto laterale prima e dopo 3 mesi di allenamento con opposizione di resistenza e poi nuovamente dopo 3 mesi di non allenamento. Dopo il periodo di allenamento con opposizione di resistenza, il contenuto di MHC IIX è diminuito da poco più del 9% al 2%, con un incremento corrispondente di MHC IIA (dal 42% al 49%). Dopo il periodo di non allenamento la quantità di MHC IIX ha raggiunto livelli superiori a quelli di prima e durante l’allenamento con opposizione di resistenza, oltre il 17%! Come ci si attendeva, dopo l’allenamento con opposizione di resistenza, è stata osservata un’ipertrofia significativa per le fibre di tipo II e anche dopo 3 mesi di non allenamento le fibre sono rimaste più grandi.
Gli isoformi della catena pesante di miosina, o MHC, si riferiscono ai tipi di proteine contrattili presenti in una determinata fibra muscolare. Gli MHC determinano come funziona la fibra muscolare. Gli MHC sono quelli che rendono una fibra a "contrazione rapida", a "contrazione lenta" o qualcosa di intermedio. Si sa che alcuni MHC subiscono una trasformazione in risposta all’allenamento con opposizione di resistenza. In questo caso, le fibre che contengono gli MHC IIX sono fibre di cui non si sa con sicurezza a quale tipo appartengano sono fino a che non vengono chiamate all’azione. Una volta reclutate, diventano MHC IIA. Così, le fibre che contengono le proteine MHC IIX agiscono per così dire da serbatoio per l’ipertrofia muscolare perché possono trasformarsi in fibre che contengono MHC IIA e che crescono facilmente in risposta all’allenamento.
Come ogni buon studio, questi ricercatori hanno scoperto quello che si attendevano e qualcosa in più che non si attendevano. Penso che questo studio abbia catturato la mia attenzione perché ha mostrato un’alterazione a lungo termine nei muscoli scheletrici susseguente l’allenamento con opposizione di resistenza. Questo cambiamento a lungo termine è il punto centrale della mia filosofia di allenamento che prevede quello che io chiamo "decondizionamento strategico". Questo studio ha mostrato che l’allenamento con opposizione di resistenza diminuisce la quantità di MHC IIX mentre contemporaneamente aumenta il contenuto di MHC IIA. Ciò era atteso ed era stato osservato precedentemente con i cambiamenti nei tipi di fibre dopo l’allenamento con opposizione di resistenza. Quello che non si attendevano è stato che il non allenamento susseguente l’allenamento pesante con opposizione di resistenza sembra causare quello che loro chiamano un "incremento inaspettato" o una duplicazione della percentuale di isoformi MHC IIX, significativamente superiore a quella misurata inizialmente. Cosa significa ciò? Potrebbe significare che dopo uno stacco dall’allenamento ci sono più fibre disponibili per l’ipertrofia (crescita) di quante ce ne siano prima di cominciare ad allenarsi. Questo potrebbe spiegare molto bene l’effetto di "memoria muscolare" che molti di noi hanno sperimentato. Potrebbe anche avere delle implicazioni per i bodybuilder natural che cercano di superare dei plateau di vecchia data.
Ci sono alcune domande a cui questo studio non ha risposto. Per esempio, dopo aver interrotto l’allenamento hanno atteso 3 mesi prima di prendere le misurazioni finali. Sarebbe stato meglio se avessero preso le misurazioni regolarmente affinché il periodo ottimale di non allenamento potesse essere identificato in corrispondenza dei livelli massimi di MHC IIX. Dato che queste proteine muscolari contrattili impiegano 3-4 settimane per rigenerarsi, sarebbe necessario più di un mese e probabilmente meno di 6 mesi (ricerca precedente). Ma il periodo ottimale non è stato determinato.

Dopo l'allenamento con opposizione di resistenza,
è stata osservata un'ipertrofia significativa per le fibre di tipo II
e anche dopo 3 mesi di allenamento le fibre sono rimaste più grandi.


Inoltre, come risponderebbero questi soggetti allo stesso regime di allenamento dopo il periodo di non allenamento? I loro quadricipiti crescerebbero fino alla loro dimensione precedente, o anche oltre? Quanto impiegherebbero? Queste domande, se risolte, possono aggiungere un ulteriore perfezionamento ai regimi di allenamento tipici. Potrebbe veramente essere che in un periodo di 12 mesi le pause prolungate dall’allenamento possano permettere una crescita maggiore rispetto all’allenamento non interrotto. Per i bodybuilder e gli atleti seri, si tratterebbe di un’informazione importante e potrebbe prolungare in modo significativo la loro carriera agonistica.

Articolo pubblicato su Olympian's News numero 46.
©2001-2017 by Think Muscle, all right reserved

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Sandro Ciccarelli

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